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Wellington, l’uomo che sconfisse Napoleone
L’esercito che Arthur Wellesley, duca di Wellington, descrisse come capace di andare ovunque e di far qualsiasi cosa – cambiò molto poco durante il periodo napoleonico. Alcuni ufficiali inglesi pensarono di aver trovato la soluzione per battere sul campo la micidiale tattica francese, che era stata vincente per una decina di anni sotto Napoleone Bonaparte. Si trattava di respingere la carica della colonna napoleonica dal fuoco della linea inglese, attestandola dietro un pendio al riparo dal tiro di artiglieria.
La battaglia di Soriano
La calata di Carlo VIII in Italia mostrò non solo l'intima debolezza organica e il fondo pur sempre anarchico del regno di Napoli, ma anche la mancanza di coesione e la debolezza di governo dello Stato Pontificio. La defezione dei Colonna ebbe un'importanza decisiva nel determinare la resa del papa di fronte alle forze del re di Francia. In seguito però i Colonna passano dalla parte del re di Napoli e del papa, ma quasi automaticamente sono gli Orsini a ribellarsi al pontefice.
Le origini della Regia Marina
Non poteva mancare nella nostra serie di articoli sulla storia militare italiana, uno sguardo attento e affettuoso alla marina italiana, troppo spesso dimenticata e persa nel corso dei grandi avvenimenti bellici, che invece la videro protagonista sempre in prima persona. Le origini della nostra moderna marina militare possono risalire ed essere determinate dalla nostra posizione geografica, e devono molto alle popolazioni etrusche, siracusane, tarantine, romane.
La Guardia Svizzera Pontificia
Il Corpo di soldati svizzeri in servizio nella Città del Vaticano fu fondato da Giulio II, nel 1506, reclutato per le sue guerre italiane. Nel tempo, l'effettivo delle guardie variò considerevolmente: per esempio, Pio IX arruolò due reggimenti che combatterono nelle legazioni nel 1859-1860.
Kennedy. Un uomo per tutte le stagioni (Prima parte)
Breve analisi dell'attività politica di John Fizgerald Kennedy (1917-1963), 35esimo Presidente degli Stati Uniti d'America.
Kennedy. Un uomo per tutte le stagioni (Seconda parte)
POLITICA ESTERA - La politica estera di Kennedy ha inizio con il suo discorso al Senato del 14 giugno 1960, dove tra le altre cose raccoglie dodici punti essenziali:
Primo. Noi dobbiamo darci una potenza di rappresaglia nucleare non vulnerabile e di prim'ordine. Dobbiamo contribuire alla stabilità politica ed economica nelle nazioni nelle quali sono situate le nostre basi vitali.
Secondo. Dobbiamo riacquistare la possibilità di un intervento efficace e rapido in qualsiasi guerra limitata, in ogni parte dei mondo.
Mussolini e la Repubblica Sociale Italiana
Sulla Repubblica Sociale Italiana (RSI), nota impropriamente anche come Repubblica di Salò, è stato scritto tanto. Vi sono almeno due tipologie di lavoro e non solo, una dichiaratamente agiografica e un’altra altrettanto dichiaratamente critica, entrambe accreditate di numerosi e appassionati lettori. Dal punto di vista militare, le forze armate della RSI furono, sia nelle dottrine tattiche sia nei suoi alti comandi, eredi delle tradizioni del Regno d’Italia.
Gli italiani in Libia
La storia è sempre scritta dai vincitori, ma nel caso della Libia è una storia scritta male e che ancora oggi grida vendetta. È la storia di una terra sfruttata prima dagli stranieri e poi dai suoi stessi figli, una terra tutt’ora priva della sua identità culturale e storica.
I cavalieri di Cristo
Vi fu un tempo, in cui le sorti militari di stati ed imperi vennero affidate al coraggio e alla determinatezza di pochi cavalieri, ancora oggi ben poco si sa su vicende così lontane, poiché tanto si è scritto sugli ordini religioso-militari più importanti, ma poco o nulla sugli ordini cosiddetti minori.
L’arte della guerra nel Medioevo
L’arte della guerra procede lentamente e attraverso filosofie differenti, esaminando fonti e cronache si cerca di risalire ai metodi di lotta e alle possibili evenienze, poi attraverso una riflessione e comparazione tra le diverse conclusioni degli studiosi si cerca di porre in essere una propria idea sugli avvenimenti accaduti. In realtà, la ricerca della verità attraverso i tempi ha sempre portato a risultati differenti e tutte le prove raccolte spesso e volentieri possono essere discusse e contestate.
L'arte della guerra nel Rinascimento
Il primo esempio di esercito nazionale si ebbe nel sec. XV quando il
re di Francia Carlo VII volle, accanto alle superstiti milizie feudali,
reparti di cittadini obbligati al servizio armato in tempo di guerra:
le cosiddette "compagnie di ordinanza". L'avvento delle armi da fuoco fece
sorgere la nuova specialità delle artiglierie e gli eserciti si avviarono
così ad assumere una fisionomia moderna con la classica ripartizione nelle
tre armi (cavalleria, fanteria e artiglieria). Per molto tempo l'esercito
Garibaldi e la Legione italiana a Montevideo
Nel 1840 il tentativo di ribellione della Repubblica del Rio Grande do Sul, viene represso dalle forze imperiali brasiliane e Giuseppe Garibaldi, insieme alla moglie Anita e al piccolo Menotti, giunge a Montevideo, capitale della vicina Repubblica dell'Uruguay, conosciuta anche come "Banda Oriental". Il Governo di Montevideo offre all'italiano il grado di colonnello e il comando della sua flottiglia composta da due navi di modeste dimensioni.
Petauro dello Zucchero
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